Skid Robot

A Skid Row, distretto nella zona Downtown di Los Angeles, non sono i grattacieli futuristici a segnalare i confini di una delle zone a est della metropoli americana. Piuttosto il quartiere è noto per essere la casa della più grande popolazione di homeless degli Stati Uniti, con una stima di circa 5000 persone che ad oggi vivono per strada in condizioni di estremo degrado e abbandono.

A loro, si rivolge la street art sociale di Skid Robot. L’anonimo artista, attraverso i graffiti cerca un dialogo con i senzatetto per mostrarne il lato più umano e compassionevole delle vite di chi è relegato ai margini della civiltà. É una creatività povera, fatta di bombolette e colori, che disegna intorno alle figure immortalate per strada una cornice nuova che rimandi allo stato intimo del soggetto o all’integrazione con l’architettura circostante

Ma l’arte sociale di Robot non è solo un esercizio puramente estetico; dietro c’è il tentativo di risvegliare le coscienze di fronte alla responsabilità della politica nei confronti dei senzatetto. La creatività urbana sembra dire che non basta relegare queste persone nelle periferie dimenticate delle metropoli per nascondersi il fallimento di molte politiche di sostegno.  Gli homeless esistono e le loro condizioni di vita fragili sono spesso la conseguenza diretta dell’assenza dello Stato e del Welfare. Per ricordare come queste persone siano così poco distanti dagli altri essere umani più fortunati, in quanto a sentimenti comuni a tutti, sogni, disperazioni, paure, l’artista utilizza la propria arte visionaria per suggerirne stati d’animo collettivi universali che accendono la luce sul profondo significato contemporaneo della parola compassione. Dimostrando come l’arte possa oggi farsi messaggio sociale per un mondo più equilibrato e sostenibile.


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